Come riconoscere e gestire l’ansia

Il Dr. Claudio Naranjo paragona l’ansia a una “paura congelata o ad un allarme congelato prima che il pericolo abbia smesso di minacciare (anche se continua a essere immaginato)”.

L’ansia e la paura sono due sezioni diverse. I manuali scientifici (DSM IV e ICD 10) descrivono l’ansia come uno stato di apprensione, tensione e/o disagio dato dall’anticipazione del pericolo e del fallimento. E’ qualcosa che anticipiamo in risposta a una minaccia sconosciuta o non riconosciuta. Spesso, i sintomi di ansia possono verificarsi anche quando non c’è un chiaro senso di minaccia imminente perché l’ansia deriva da una paura della paura stessa o di qualche trauma passato che ha avuto importanti conseguenze nella nostra vita, ma che dobbiamo ancora finire di elaborare.

Poi c’è l’ansia sociale, e i disturbi d’ansia specifici (il disturbo di panico, post traumatico da stress, quello ossessivo-compulsivo, le fobie) e l’ansia generalizzata. Tutti però, hanno alcuni sintomi fisici in comune come un cuore martellante, stretta alla gola, sudorazione, tremore e difficoltà a respirare.

L’ansia!!!!!!!!!!! Chi di noi non l’ha mai sperimentata credo si possa considerare estremamente e incredibilmente fortunato!

Sembra essere parte del DNA del gruppo umanoidi! Sono certa infatti che anche i nostri antenati, i loro, e quelli che sono venuti ancora prima, più o meno tutti abbiano sperimentato l’ansia e non una volta nella vita. Forse avevano sviluppato strategie più efficienti per superarla (a noi mai pervenute!) o forse il contesto che di solito li costringeva ad agire concretamente e tempestivamente per assicurare la sopravvivenza propria e quella dei cari non dava molto spazio all’ansia e ai suoi “simili”! Ma visto che con gli avi lontani non possiamo parlare per chiedere consiglio su qualche stratagemma segreto per debellare questo “virus dilagante”, e dato che io (non so voi) non tornerei mai indietro a vivere in epoche passate, preferisco concentrare le mie risorse per trovare nuove strategie efficaci per superare o contenere gli stati d’ansia, che ovviamente ho, e che sembrano cambiare forma e canali d’espressione con l’evolversi della mente umana e la società.

L’ansia, la chiamo nemica per errore

Ma in realtà ho scoperto (per esperienza diretta e quella con le persone con cui lavoro) che l’ansia non è una strega cattiva come sembra. Siamo tutti d’accordo sul fatto che non è affatto piacevole sperimentarla e che di frequente invalida la qualità della nostra vita. Ma questo accade solo nel momento in cui, la consideriamo una nemica e cerchiamo di mandarla via ad ogni costo, invece di ascoltare cosa ci sta dicendo! E’ fastidiosa come il pianto incessante di un neonato quando non soddisfiamo un suo bisogno, perché non lo capiamo. Con i nostri piccoli, per amore, cerchiamo pazientemente di capire cosa manca loro e perché stanno piangendo. Con l’ansia dovremmo agire più o meno allo stesso modo, per amore di noi stessi! Dovremmo osservare pazientemente quando arriva, cercare di capire il perché e quale messaggio ci vuole mandare. Cosa manca alla nostra vita o cosa è di troppo. Cosa deve essere cambiato.

Vi rimando alla lettura di un libro che ritengo geniale per la spiegazione vera dell’ansia “La rana bollita: una storia d’ansia, attacchi di panico e cambiamento”

Ansia ti ascolto e quindi:

  • Ascolto una musica che mi rilassa (anche solo dieci minuti al giorno)
  • Rifletto su ciò che mi stai “dicendo” attraverso la meditazione
  • Cerco di riposare ogni volta che ne sento la necessità
  • Mi rivolgo ad un professionista per diventare consapevole del messaggio profondo che l’ansia vuole mandarmi e volgermi al cambiamento.
2018-08-03T14:18:36+00:00