Gli Hunza, il popolo che vive nell’omonima valle, nel nord del Pakistan, è considerato essere il popolo più longevo del mondo.

All’inizio degli anni ’70, il National Geographic ha pubblicato un’ampia serie di articoli che indagavano proprio su questo curioso popolo mediorientale. Così, gli Hunza e la loro regione sono diventati affascinanti casi di studio sulla salute e la longevità. Rimangono tali anche oggi, poiché sempre più ci si sta avvicinando alla consapevolezza di quanto sia importante vivere una vita serena e soddisfacente.

Le aspettative di vita degli Hunza

Sebbene anche il loro stile di vita stia cambiando, affetto dalla tecnologia che ci circonda, molti miti e leggende continuano ad interessare il popolo Hunza, che si dice abbia un’aspettativa di vita di circa 120 anni.

In particolare tra gli anni ’80 e ’90 Hunza è stata una meta molto apprezzata dai viaggiatori con lo zaino in spalla, che hanno raggiunto l’isolata e fertile valle con la speranza di scoprire il magico elisir della lunga vita.

Tuttavia, il motivo per cui gli Hunza sono famosi per la loro longevità rimane oggetto di molti studi, compreso quello di Ahmed, un ricercatore che nel 1986 ha affermato: “Qual è il segreto della longevità Hunza? Forse le albicocche? L’acqua del ghiacciaio? (fangosa ma che si dice contenga minerali molto salutari.) Il clima? O forse il vino locale? Questi fattori fisici possono essere importanti ma non così tanto. Il fattore principale è l’organizzazione e il comportamento sociale di questo luogo”

Gli Hunza rimangono immuni alle malattie (o non proprio…)

Di sicuro un modo per vivere più a lungo è non ammalarsi. Anche in questo sembrano eccellere gli Hunza e gli studi condotti su di loro riconducono tutto questo ad un intenso e costante esercizio fisico. Infatti, l‘ambiente in cui vivono è montuoso e presenta un terreno estremamente accidentato. I villaggi sono molto isolati e costruiti sulla scogliera e alcuni di essi hanno più di 1.000 anni, con passaggi diroccati, creste ripide e lunghe stradine da percorrere a piedi per raggiungere i campi agricoli.

Tuttavia l’attività fisica non è l’unico fattore che influenza la loro salute, come vedremo più avanti in questo articolo, così come la buona forma fisica non è, com’è verosimile immaginare, una costante assoluta per la popolazione Hunza.

Infatti, uno studio condotto nel 2021, incentrato sull’ipertensione, ha incluso 425 persone provenienti da cinque villaggi Hunza e ha rivelato come circa uno su tre aveva la pressione alta, con un cospicuo numero di casi collegati al diabete.

La dieta della longevità

Diversi studi hanno dimostrato anche come l’accesso all’acqua ricca di minerali e proprietà antiossidanti sia un vantaggio in termini di salute e longevità per il famigerato popolo Hunza e per altre popolazioni che vivono in montagna in tutto il mondo. Ne consegue dunque che anche l’alimentazione giochi un ruolo molto importante sulle condizioni di vita di questo popolo.

Nonostante i recenti studi dimostrino come nei villaggi Hunza ad oggi venga consumata molta più carne rispetto al passato, possiamo tuttavia affermare che questo popolo si nutra principalmente di una dieta a base vegetale consumata cruda. In particolare la valle Hunza è ricca di albicocche, divenute simbolo della longevità di questo popolo, ciliegie, uva e pesche.

Si nutrono anche di molti cereali, come grano, orzo e miglio, e il chapati, il loro pane quotidiano. Ciò che invece evitano di consumare sono alimenti trasformati, il che può aiutare a spiegare i bassi livelli di stress ossidativo e i disturbi di salute ad esso correlati come il diabete e il colesterolo alto.

Anche per gli Hunza il benessere nasce da dentro

Nonostante l’attività fisica e l’alimentazione rimangano capi saldi del benessere, anche per gli Hunza non sono abbastanza, se non vengono accompagnati dalla cura della propria mente e della propria Anima.
Anche se come abbiamo detto anche la società Hunza sta cambiando, possiamo comunque affermare che storicamente è sempre stata abbastanza povera di fattori stressanti, incentrando la propria vita di comunità principalemnte sulle relazioni e sulla semplicità.
Proprio questa semplicità è riuscita a creare in loro un forte senso di identità, coltivando un benessere mentale e spirituale molto profondo, in cui si è perfettamente in grado di ascoltarsi, amarsi e rispettarsi, partendo da se stessi e manifestando poi questa cura verso il prossimo. E dunque possiamo affermare con una certa sicurezza che questo è su tutti il vero segreto della longevità e soprattutto del benessere di questo popolo.
E forse, non è proprio ciò a cui, in questo periodo storico più che mai, ambisce la maggior parte di noi? Una vita più serena e semplice, in cui si riscopre la meraviglia di ciò che davvero ha valore: la natura, la condivisione e l’autentica scoperta di noi stessi.