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I Chakra

L’Universo ruota intorno all’energia, tutto intorno a noi è energia e il nostro io fisico e spirituale non è da meno. Lungo tutto il nostro corpo, infatti, dalla base della colonna vertebrale fino all’estremità del capo, sono posizionati 7 centri energetici, i cosiddetti chakra.

Chakra è una parola sanscrita che significa ruota e rende perfettamente l’idea del movimento compiuto dal prana, la forza vitale che abbiamo dentro e che viene appunto generata dai chakra.

Ogni chakra è collegato a una specifica parte del corpo, agli organi e alle emozioni a esso annesse.

Per questa ragione quando la rotazione energetica di uno o più chakra diventa troppo veloce o troppo lenta, fino a bloccarsi, a risentirne è la nostra salute fisica, mentale e animica.

In questi corsi andremo ad approfondire la conoscenza di ognuno dei nostri centri energetici per poterli riportare in equilibrio, qualora servisse, o semplicemente per imparare come alimentarli con le cure di cui hanno bisogno.

Le attività proposte avranno lo scopo di andare a indagare quegli eventi passati e/o quelle situazioni presenti che stanno ostacolando l’armonioso moto dei nostri chakra. In questo senso il potere della condivisione assume un ulteriore valore. Attraverso le esperienze di ogni partecipante, infatti, sarà possibile avvicinarsi in modo più profondo a ogni sfumatura del grande potere energetico di ogni chakra.

Scoprirai, infatti, come ogni attività proposta in questi corsi darà ad ognuno la possibilità di intraprendere un importante viaggio all’interno del proprio io energetico e imparare così come navigare al meglio le acque del nostro benessere fisico e spirituale.

N.B. Per garantire una buona riuscita e una comprensione profonda di questo percorso, non sarà possibilie partecipare ai corsi dei chakra alti, senza prima aver partecipato a quelli bassi, quali il primo, il secondo e il terzo.

Per maggiori informazioni su programmi, prossime date e qualsiasi altro dubbio tu possa avere, non esitare a contattarmi.

Maggiori info

La mamma, la madre, la terra, la protezione e la sicurezza, questo è Mulahadara. Se il chakra della base non è in equilibrio, tutto il nostro sistema energetico si trova in uno stato di scompenso. Ecco il motivo per il quale il lavoro sul chakra basale e un lavoro da fare quotidianamente, un ancoraggio che ci mantiene in equilibrio ma ci consente di volare quando ne abbiamo bisogno, una base nella quale approdare quando viviamo momenti di insicurezza e fragilità.

Potenziare le risorse interne, comprendere il rapporto con la propria figura di accudimento, la propria madre, nonna, risolvere i conflitti, affrontare le paure e saper gestire le dipendenze è ciò che ci consente di costruire una base sicura per lo sviluppo e il mantenimento del nostro Io.

Ad un certo punto della nostra vita, l’amore che i nostri genitori ci hanno dato, va riguardato da vicino, capire cos è mancato a questo amore e quale ingrediente c’è stato in eccesso. E sta a noi riequilibrare queste zone apportando ad ognuna di loro il benessere che ci consente di sentirci, amati e al sicuro. Nel posto giusto sempre, quando andiamo in fondo dentro di noi.

Imparare a riconoscere, interpretare e ad accettare noi stessi, il nostro passato, le nostre radici, il nostro corpo, le nostre paure ci aiuterà a sentirci più forti, più sani, più aperti e rispettosi nei confronti del mondo e poi in armonia con il tutto e la Natura di cui siamo parte.

Nel corso sul primo chakra ci faremo aiutare dal movimenti corporei per radicarci, per poi esplorare le paure e farci aiutare dalla terra a risentirci un tuttuno con essa. La parola d’ordine è il nutrimento del coraggio.

Sognare, esprimere i nostri desideri senza paura e vergogna, ascoltare la propria voce interiore è un qualcosa che molti adulti non sanno più fare. Troppo impegnati a giocare il loro ruolo lavorativo e sociale che hanno dimenticato completamente  che cosa sia il vero gioco, un’espressione libera delle loro emozioni, credenze, e dove è coinvolta una buona dose di creatività. Libertà e creatività portano al divertimento, quello stato di pura gioia dove gli obblighi i doveri, le responsabilità e le preoccupazioni di tutti i giorni si fanno da parte e lasciano spazio all’essere nella sua forma più pura, al suo mondo emotivo. Questo è tutto ciò che è custodito nel secondo chakra.

Le regole del vivere nel mondo sociale che ci vengono insegnate alle scuole elementari sono molto importanti per poter gestire e controllare gli impulsi umani. Tuttavia, quando si comincia ad insegnare al bambino che questo mondo è fatto di regole, sarebbe doveroso investire risorse e impegno per mantenere viva la sua voglia di giocare, di esprimere le sue emozioni, di parlare dei suoi sogni. Nella mia vita, ho lavorato per un certo periodo di tempo nella scuola primaria e secondaria, e ho incontrato  programmi scolastici ministeriali così densi da non lasciare spazio a ciò che sarebbe altrettanto importante, la salute emotiva dei bambini, il loro equilibrio mentale e lo sviluppo delle capacità relazionali.

Quindi sta a noi altri adulti aiutare i bambini a non perdere la purezza, lo stupore e i sorrisi per le piccole cose, la voglia di sognare, di immaginare, di creare con il pensiero, sta a noi insegnare ai bambini che è un bene prezioso esprimere le proprie emozioni per poi saperle riconoscere e gestire.

Un bambino che sa bene la matematica ma non ha una buona gestione delle sue emozioni è un bambino che farà molta difficolta a crearsi una vita soddisfacente.

Quel bambino sei tu, sono io, siete voi, quel bambino vive ancora dentro Svadhisthana. Ho fatto questa premessa perché i blocchi all’interno di Svadhisthana arrivano da molto lontano nel tempo, e parlano di bambini che non hanno potuto godere della propria infanzia, che hanno spesso dovuto gestire dolori grandi per la loro età, bambini a cui è stato detto che sognare e divertirsi era solo una perdita di tempo, e bambini non ascoltati.

Quegli adulti di allora, siamo noi oggi, quindi facciamo un bel respiro profondo e andiamo a fare con il nostro bambino, quello che non sono riusciti a fare gli altri. Andiamo a prenderlo, ascoltiamolo senza mai giudicarlo, spieghiamogli perché si sente così, rassicuriamolo che noi non andremo mai via e lasciamolo libero di ricordarci come si fa sentire stupirci e sorridere per l’incontro con una farfalla, giocare e correre liberamente nella natura, disegnare, colorare, creare, divertirsi.

Nel programma del primo corso sul secondo chakra, ci impegneremo a riconnetterci con il nostro bambino interiore e con la musica delle nostre emozioni. La parola d’ordine è ascoltare per creare.

Manipura è come il sole, caldo e luminoso nelle giornate primaverili, cocente e abbagliante in quelle estive.
Il calore mite della primavera che riporta alla vita la terra ci conferisce un approccio fiducioso a ciò che può essere rimesso a posto, alle nuove partenze e ai nuovi inizi. Ci infonde quel senso di dolce calore che ci spinge nel vedere e voler creare un futuro più radioso, accettando le difficoltà e le sfide in modo costruttivo. In alcune giornate estive invece dobbiamo ripararci dal sole se non vogliamo incorrere in qualche spiacevole conseguenza. Così come se Manipura e in eccesso energetico è meglio indugiare, non esporsi per evitare di bruciare tempi situazioni e relazioni.

I maestri che abbiamo incontrato durante il nostro percorso evolutivo hanno tutti dato un contributo a rafforzare o ahimè indebolire Manipura. C’è chi ha creduto in noi e ci ha mostrato le nostre risorse e c’è chi invece ha magari usato critiche che non abbiamo accettato e integrato e hanno lasciato dei vuoti energetici a questo chakra. Da qui si sono poi sviluppati un senso di insicurezza, e bassa autostima, che abbiamo tentato di colmare con la superbia, l’autoritarismo o la debolezza e la timidezza.

Per riequilibrare il chakra del plesso dobbiamo ritrovare la nostra vitalità, l’energia vitale, la fonte, il fuoco che ci anima. Attingere più in profondità alla voce del maestro interiore che tutti abbiamo, la voce della saggezza divina.
Impariamo ad abbandonare i lamenti, gli atteggiamenti da vittima e la voglia spasmodica di controllare e Manipura risorgerà dalle ceneri di un fuoco che invece di scaldare ha divampato e bruciato e così come la fenice volerà più in alto e più forte di prima.

In questo corso sul ripristino del plesso solare partiremo dagli insegnamenti dei maestri, passeremo dall’io devo per approdare all’io voglio e mi merito. La parola d’ordine è credere per brillare.

Ho sempre amato il verde, sin da quando ero bambina, quando potevo scegliere il colore dell’indumento da indossare sceglievo quasi sempre il verde. A quel tempo non ero consapevole del perché mi piacesse così tanto. Quando mi sono avvicinata per la prima volta allo studio dei chakra, ho capito. La me bambina, senza saperlo, cercava di riconnettersi al suo chakra del cuore, dove trovava conforto e ripuliva le emozioni negative. Crescendo, ho notato che ricerco il contatto con la natura e il verde nella mia vita di ogni giorno, li trovo quel silenzio e quella pace che mi permette di sentire il mio Io interiore più in profondità, calmando le tensioni, le ansie e le malinconie. Oggi trascorrere del tempo nel bosco è una delle mie priorità. Lí è dove faccio meditazione, dove la natura mi parla attraverso il vento e i suoi animali e dove riesco a connettermi con la mia essenza divina, la mia anima, il mio cuore.

I dolori del cuore hanno due aspetti molto rilevanti, nascono da ferite profonde da curare e lasciano cicatrici aperte per far entrare la luce. C’è la vita e c’è la morte nel cuore, c’ è la disperazione e la speranza, in un continuo scambio di energia che trova il suo equilibrio in tre elementi fondamentali, l’accettazione, l’amore e la compassione.

Quando parlo di accettazione mi riferisco innanzitutto all’auto accettazione, perché accettare gli altri può essere complicato, ma l’accettazione di chi siamo noi veramente, con i nostri lati scomodi e le nostre zone d’ombra e la grande sfida.

E ancora, non si può parlare di amore nelle relazioni che hai costruito se non hai sviluppato un degno amore per te stesso, un amore fatto di devozione e compassione, di sincerità e autenticità, di purezza. L’amore e il rispetto per le tue passioni, le tue credenze, i tuoi valori sono prerogativa essenziale per rispettare e amare quelle degli altri, simili o diverse che siano.

I traumi al chakra del cuore parlano di rifiuti e abbandoni dolorosi, di relazioni distorte e tossiche, di violenze e perdite.

Non basta riequilibrare l’energia del chakra del cuore, il cuore va prima accolto, visto con le sue cicatrici, rispettato nei suoi tempi di ripresa e aiutato ad elaborare nuovi concetti sull’amore e la relazione con se stessi e gli altri. Questa cura, porterà a non temere più l’impegno e a smettere di non amare per paura di soffrire.

In questo corso, il meglio che possiamo fare è iniziare a riconciliarci con le ferite del nostro cuore, abbracciando il senso più profondo dell’empatia e del perdono. La parola d’ordine qui è mi dispiace, ti amo, grazie.

Vishuddha è come il mare. Non solo per il suo colore, ma anche per le sue qualità. É considerato il chakra “puro” da dove viene anche il suo nome, ma anche il chakra dell’etere, la parte più alta e luminosa dello spazio. Non a caso è collegato, infatti, alle qualità più nobili dell’essere umano: l’ascolto e la comunicazione.

Vishuddha in equilibrio è come il mare tranquillo: in continuo e dolce movimento, pronto ad ascoltare e accogliere, e a comunicare e lasciare andare, per rinnovarsi ogni volta a ritmo delle sue onde. E così, quando il nostro chakra della gola gode di buona salute ci ritroviamo propensi all’ascolto profondo, di noi stessi e degli altri, e alla comunicazione autentica e ricca di significato. Riusciamo ad accogliere le richieste delle persone che amiamo e siamo perfettamente in grado di comunicare i nostri bisogni e le nostre emozioni in maniera trasparente e autentica. E così tutte le nostre relazioni sono appagate e appaganti. In particolare una, la più importante di tutte, quella con noi stessi. Infatti, Vishuddha in equilibrio ci dona la preziosissima possibilità di ascoltarci nel profondo e di accogliere i messaggi che il nostro corpo, la nostra mente e la nostra anima ci mandano. Ci sentiamo perfettamente connessi e propensi alla nostra evoluzione personale e riusciamo a entrare in contatto profondo con ciò per cui siamo stati chiamati, la nostra vocazione.

Quando Vishuddha è in eccesso, però, è come il mare in tempesta: si scaglia contro tutto e tutti con violenza e velocità. Ed ecco dunque che iniziamo a parlare in maniera prolissa e veloce, ma senza esprimere mai davvero ciò che proviamo e rendendoci incapaci di ascoltare. Smettiamo di ascoltare gli altri, ma anche e soprattutto noi stessi, non riuscendo a cogliere i messaggi che il nostro Io più profondo ci manda.

Altrettanto pericoloso è Vishuddha in blocco, che cessa di essere mare e diventa lago, con le sue acque ferme e pericolose, in quel vortice di pensieri inespressi, che come un mulinello ci intrappolano e trascinano sempre più giù.

Avere Vishuddha in equilibrio è importante non solo per la nostra salute ma anche per il nostro scopo più alto di vita. Riuscire a cavalcare le onde della sue acque e navigare in armonia con esse significa viaggiare verso la luce.

L’obiettivo di questo corso è conoscerci per comunicarci e ascoltarci per esprimere la nostra natura più profonda e autentica.

Ajina è la risposta a tutte le nostre domande, a tutti quegli interrogativi che ci hanno portati a intraprendere quel percorso che ci ha condotti qui oggi. Quel cammino di consapevolezza senza il quale non sapremmo più dare un senso alla nostra vita.

Il sesto chakra è anche conosciuto come il chakra del terzo occhio. Quello sguardo autentico capace di decodificare la nostra vera e pura essenza, spogliandola di tutti quegli artifizi che la vita di tutti i giorni ci impone.

Ajina ci ricorda che siamo molto più di quello che appare e una volta acquisita questa piena consapevolezza ci verrà più semplice comprendere come anche intorno a noi tutto è molto più di una semplice apparenza. Ogni elemento che ci circonda ha un’anima e Ajina, rimettendoci in contatto con la nostra, ci connette anche alle altre, ricordandoci che nella nostra unicità siamo parte di un Tutto molto più grande e riscoprire questa primitiva connessione è la vera chiave per il nostro benessere più profondo.

Avere in equilibrio il sesto chakra, infatti, è molto importante. Quando Ajina è armonico riscontriamo una sintonizzazione buona con il nostro Sé superiore. Siamo lucidi e consapevoli di chi siamo profondamente, dei nostri bisogni ma anche della realtà intorno a noi. Cogliamo l’essenza delle cose senza fermarci alla superficie, che di solito ci racconta ben poco di quella che è la realtà. Questo ci consente di essere più sereni, meno attaccati ai beni materiali e liberi delle nostre fobie e paure. Questo stato di equilibrio ci permette non solo di poterci esprimere autenticamente ma anche di farlo nel pieno delle nostre potenzialità.

Quando il sesto chakra è bloccato invece, è come se la nostra vita stessa lo fosse. Diventiamo chiusi, apatici, incapaci di cogliere tutto ciò che accade intorno a noi, sia su un piano più materiale che sul piano Spirituale. Il nostro intuito si spegne e ci conduce verso un forte sentimento di sfiducia e talvolta anche di depressione.

Al contrario, quando Ajina funziona troppo, ci sentiamo eccessivamente ambiziosi e smaniosi di mostrare a tutti le nostre capacità e a scaricare sugli altri ogni tipo di responsabilità. Avvertiamo anche diversi sintomi fisici come mal di testa, insonnia, stanchezza e problemi alla vista.

L’obiettivo di questo corso sarà quello di riconnetterci ad Ajina per esplorare l’immensa bellezza della nostra più naturale ed autentica essenza.

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Alessandra Costanzo